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Comunicato stampa congiunto delle forze di Centrosinistra e delle Associazioni Ambientaliste 

[1999]

Nei giorni precedenti ferragosto, la Giunta ha reso pubblica l'ultima proposta di variante al Piano regolatore Benevolo, la cosiddetta "variante perequativa", che dà la facoltà di costruire ben 1.400.000 mc (l'equivalente di 14.000 nuovi abitanti) all'interno del Parco di cintura urbana. Si prevedono cioè nuovi quartieri nell'area della Cascinazza, in quella del Rondò dei Pini, sulle ex cave lungo viale delle Industrie, a fianco della Città dello sport, ed in cambio si richiede la cessione delle aree non utilizzate per l'edificazione.

Si tratta di una proposta, che stravolge i punti qualificanti del piano Benevolo in quanto compromette aree libere di grande valore ambientale e vanifica il disegno della cintura verde attorno alla città. La giustificazione della Giunta è che questo è l'unico modo per entrare in possesso delle aree senza dover pagare pesanti indennizzi ai proprietari, e si portano ad esempio altre città italiane che hanno applicato da tempo questo sistema. Noi non siamo contrari a questo metodo della perequazione fondiaria, perché se ben applicato, permette di acquisire aree senza oneri per la collettività. Ma è necessario un grande senso di responsabilità, ed aver ben chiari gli obiettivi e le priorità. Se si vuol realizzare un parco, i diritti edificatori destinati a compensare la proprietà per la cessione delle aree, dovranno potersi trasferire su aree esterne, eventualmente attraverso un accordo compensativo fra diversi proprietari. L'entità di questi diritti inoltre, sarà ragionevolmente contenuta quando si applica  su aree di grande dimensione, se non si vuole ottenere come conseguenza una immane colata di cemento. Nella maggior parte dei casi poi si cerca di trasferire questi diritti sulle aree dismesse, in modo da conseguire contemporaneamente sia lo scopo di recuperare zone degradate, sia di acquisire le aree per il verde.

La Giunta di Monza ha fatto il contrario: ha posto indici altissimi in relazione alla dimensione delle aree in gioco, tanto che si ottiene l'incremento di abitanti sopra indicato, e non ha coinvolto nella manovra alcuna area dismessa. Anche là dove vi è una immediata contiguità di aree dismesse e di aree da tutelare, come nel caso della Cascinazza, i comparti sono stati artificiosamente tenuti distinti, col risultato di permettere l'immediata edificazione di 300.000 mc sulle aree agricole di un unico proprietario, e di togliere ogni convenienza economica alla realizzazione dei volumi sulle adiacenti aree dismesse.

In realtà non vi è nessun interesse per un disegno strategico di ampio respiro, né la giusta considerazione per i bisogni della città.

Lo dimostra anche la proposta di modifica dei comparti di trasformazione urbanistica (le cosiddette "zone C2" del piano Benevolo). Il disegno di tutti i 56 comparti viene completamente stravolto, consentendo in essi una indiscriminata occupazione di tutte le aree libere e riducendo drasticamente le aree per servizi pubblici e per verde. Si tratta delle parti più delicate della città, collocate o al margine dell'edificato, o in zone che richiedono radicali trasformazioni. Si rinuncia

a qualificanti obiettivi di riqualificazione urbana, quali la creazione di una fascia di verde pubblico lungo il canale Villoresi, o la riqualificazione della zona del vecchio Ospedale.

In alcuni comparti si raddoppia la volumetria, come in viale Lombardia, dove si prevede un insediamento di oltre 150.000 mc, in un quartiere già oggi gravemente carente di servizi e intasato dal traffico.

In conclusione aumentano le aree edificabili e diminuiscono quelle per i servizi. Si alterano così gli equilibri raggiunti col piano Benevolo, di modo che, per rispettare almeno formalmente le quantità minime imposte dalla legge,  si conteggia una parte del parco di Monza fra le aree di servizio comunale! E' questo un artificioso stratagemma che nasconde la reale carenza di servizi provocata dalle varianti proposte dalla Giunta.

Come si vede, nel vuoto della città di agosto è stato presentato un radicale stravolgimento  del Piano regolatore, e dei principi che avevano trovato l'ampio consenso delle forze politiche e della città. Vengono traditi i valori di tutela ambientale, di miglioramento della vivibilità del nostro ambiente, per favorire l’interesse di poche grandi proprietà immobiliari!

Siamo ben consapevoli che il piano Benevolo può essere migliorato, e non vogliamo sottrarci al confronto, portando le nostre proposte, ma chiediamo che prima si chiariscano gli obiettivi e le priorità, e che non si vanifichino le conquiste di anni di battaglie dei cittadini di Monza contro la speculazione e per la valorizzazione dell’ambiente.

C’è bisogno urgente che il piano Benevolo sia definitivamente approvato, per dare risposta ai problemi dei cittadini, per dare avvio ai programmi di sviluppo, per dare un quadro certo dei diritti e doveri di ogni proprietario.

Le modifiche proposte dalla Giunta Colombo impongono di ricominciare  dall’inizio la procedura, facendo slittare i tempi della sua conclusione.

Noi chiediamo di riprendere il cammino interrotto, rispondendo alle 536 osservazioni presentate dai cittadini, che già da due anni giacciono nel fondo dei cassetti, in modo da poter trasmettere il piano all’approvazione regionale. Del resto non era forse questo l’impegno preso dal sindaco Colombo nel suo programma elettorale?

Monza, 27 settembre 1999